Come ti faccio la notizia

scritto da alessandro il 5 settembre 2003 Commenti 0 Approfondimenti , Leggende del quotidiano

Nel tempo, la storia della vendetta telefonica, nei suoi schemi più classici, e' assurta anche al ruolo di notizia. Valga per tutti l'esempio de La Stampa che in un articolo del 22 maggio 1993 scrive seriamente:

"In Toscana una donna abbandonata, con la scusa di voler ritirare i suoi effetti, aveva chiesto all'ex amante in partenza per le ferie le chiavi della casa dove avevano vissuto felici: ma prima di partire ha formato un numero di Tokio e aveva lasciato la cornetta staccata. Al ritorno il fedifrago si trovò a pagare una bolletta Sip milionaria."

Di lì a pochi mesi, la storia si ripresentava, in una nuova versione, riveduta e corretta. Il luogo: Messina. I protagonisti: Paola, ventisei anni, bella, sportiva, insegnante di educazione fisica, e Marco, rampante 28enne, una laurea in Economia e Commercio, di buona famiglia. Il loro fidanzamento dura da un paio d'anni. Ma un brutto giorno, Paola trova nella casa del suo ragazzo un biglietto d'addio: "Tra noi tutto e' finito. Preferisco un'altra. Parto con lei". Resta un attimo impietrita, poi afferra il telefono e compone il numero "144..." All'altro capo sospiri e frasi ammiccanti. Paola fugge via lasciando la cornetta alzata, mentre la voce sexy continua a recitare amplessi via cavo. Marco torna dopo una settimana, e trova il telefono fuori posto. Pensa a una dimenticanza e riattacca. Poi lo choc quando, un mese dopo, arriva la bolletta: ventunmila scatti, quattromila lire al minuto più Iva, sessanta milioni da pagare.  La vicenda, forse rimbalzata da un'agenzia di stampa, viene ripresa come notizia da numerosi quotidiani italiani, cascati nel tranello teso dalla leggenda "attualizzata" (l'infido "144", il telefono erotico, i nuovi protagonisti, di cui - è ormai un classico - si conosce, o si può dire, solo il nome). Il "fatto" e' pubblicato da Il Gazzettino che gli dedica uno spazio addirittura in prima pagina e da Il Corriere della Sera che parla anche di uno strascico giudiziario, aggiungendo un finale inaspettato alla storia: l'infedele avrebbe denunciato l'ex fidanzata per danno patrimoniale.
E che di leggenda si tratta, possiamo star certi, tant'e' che dopo qualche settimana l'episodio, con ulteriori varianti, viene ambientato ad Ascoli Piceno, nelle Marche. A fare da cassa di risonanza e' Maurizio Costanzo, che nella sua rubrica sul TV Radiocorriere riferisce di un professionista che ha fatto trovare all'amante un biglietto d'addio. La donna, si dice, avrebbe formato il numero di una linea erotica e lasciato il cellulare aperto per tre giorni. Al professionista fu recapitata una bolletta di cinquanta milioni. È questo un interessante esempio della capacità di adattamento delle leggende contemporanee, dapprima raccontate, poi elevate al rango di notizie a tutti gli effetti. Chi avrebbe ancora il coraggio di dire qualcosa dopo aver letto l'episodio sul giornale?

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