Mi è venuta in mente un'altra leggenducola che continua a saltare fuori con cadenza quasi ciclica. Dovete sapere che io abito in un paese nei pressi di Pompei, nel quale è fiorente l'industria conserviera alimentare (pomodori, frutta, ecc.) con prodotti esportati anche all'estero.
Circola da anni la seguente leggenda, finita, a memoria del sottoscritto, anche su qualche settimanale locale:
Una signora,dopo aver aperto una scatola di pelati di una nota ditta locale per preparare un ragù, la versa in una pentola e si allontana.
Dopo poco, nota qualcosa di strano: c'è un oggetto che ballonzola sulla salsa in ebollizione. Spegne i fornelli, e, con un mestolo, cerca di recuperare l'oggetto che crede essere un pezzo di sughero, o qualcosa del genere.
In realtà era ben altro: si trattava di un dito umano, probabilmente appartenente ad un operaio e finito nella lattina perché tranciato da una macchina.
Esistono anche varianti minime della storia: a volte ad aprire la scatola è una bambina,altre volte la signora riceve una telefonata che le comunica un infortunio sul lavoro del marito( che guarda caso lavora nella stessa fabbrica "incriminata") e poi apre la lattina. Credo sia stata messa in giro dai lavoratori stagionali di queste fabbriche in segno di "protesta" contro le scadenti norme di sicurezza