LSD nelle figurine

scritto da alessandro il 5 settembre 2007 Commenti 6 Leggende del quotidiano

L'LSD appartiene probabilmente più alla cultura degli anni Sessanta che a quella attuale dato che ormai sono relativamente pochi coloro che ne fanno uso. Eppure una voce più volte smentita a proposito di questa droga è riapparsa grossomodo intorno alla metà degli anni '80; questa riguardava un tipo di LSD denominato Blue Star Acid. Il fatto non era vero, ma la sua eco si è diffusa moltissimo.

AVVERTIMENTO A TUTTI I GENITORI. Secondo la polizia, esiste un tatuaggio - BLUESTAR - alla portata di tutti i bambini. Si tratta di un piccolo foglio di carta bianca che contiene delle stelline azzurre delle dimensioni di una gomma da matita. Ognuna di queste STELLINE è impregnata di LSD e può essere staccata dalla carta e messa in bocca. Ma l'assorbimento può avvenire anche attraverso la pelle, semplicemente maneggiando il foglio di carta. 

Queste informazioni scritte, così come le parole in maiuscolo, subiscono lievi variazioni fra molte fotocopie del volantino che circolano negli Stati Uniti. Non è facile smentire le voci su Blue Star Acid una volta per tutte, perché effettivamente negli anni Sessanta e Settanta circolava quello che gli agenti della narcotici chiamano blotter acid o paper acid, carta impregnata di LSD. Alcuni fogli portavano impressi proprio dei personaggi dei fumetti, e la polizia infatti li definiva anche Snoopies. Succede a volte che anche oggi salti fuori qualche esemplare di blotter acid nel corso delle perquisizioni. Antidroga. Ma di rado, per non dire mai, il blotter acid è stato distribuito a bambini, e mai un vero tatuaggio o trasferibile su carta è stato usato per trasportare LSD. 

I volantini, la maggior parte dei quali erano intitolati Avvertimento ai genitori, si presentavano come resoconti obiettivi di una locale "epidemia" di spaccio di LSD. Vi si affermava che la droga veniva data ai bambini tramite tatuaggi o trasferibili di carta con disegni di stelline azzurre o di altro. I volantini consigliavano ai genitori di controllare la presenza di questo Blue Star Acid nelle mani dei figli, sostenendo che leccare, o anche semplicemente toccare, la carta di questi fogli avrebbe potuto provocare nei figli una dipendenza allo stupefacente o perfino la morte. Spesso i canali di diffusione del volantino sono i bollettini scolastici o professionali, le bacheche degli uffici, e perfino le reti telematiche. In ogni caso, Brunvand si è rivolto, per avere un parere più autorevole, a William Hopkins, al tempo direttore dell'Ufficio di ricerche sulle tossicodipendenze per lo Stato di New York, il quale ha negato non solo che il Blue Star Acid venisse offerto ai bambini, ma la sua stessa esistenza.

Vediamo ora come si è presentata, verso la fine degli anni Ottanta, la stessa situazione in Italia. Essendo io stesso, al tempo, uno studente delle elementari, sono un testimone di questa leggenda, che in quegli anni era quasi un ossessione. Molte nuove case editrici di figurine, per motivi di promozione, mandavano dei ragazzi a distribuire gratuitamente figurine all'uscita da scuola. Nel giro di pochissimo tempo in tutta Italia cominciò a girare il famoso volantino di cui parla Brunvand, complice fu anche il fatto che nel 1990 fece scalpore l'arresto di un giovane toscano per l'acquisto di un migliaio di figurine di Batman impregnate di LSD. Inevitabili i titoli di alcuni giornali: Allarme nelle scuole!, Un terribile pericolo incombe sui nostri ragazzi. 

In realtà, rileva il ricercatore italiano di leggende Paolo Toselli, L'LSD "essendo principalmente un forte allucinogeno non dà assuefazione e non avrebbe quindi senso l'idea di spacciarlo a bambini o ragazzi per condurli nel mondo della droga - anzi, probabilmente proverebbero un'esperienza che difficilmente vorrebbero rivivere." Eppure a dispetto delle sue incongruenze, questa voce continua a trovare credito e diffusione, soprattutto in concomitanza con arresti eclatanti che riguardano i suddetti blotter acid.

Commenti

15/02/2010 05:17:37
...la storia dei francobolli o delle figurine circolava anche quand'ero bambina, prima metà degli anni 70. I genitori si raccomandavano di non accettare figurine sciolte da sconosciuti. Le figurine allora s'incollavano o con la famosa Coccoina o leccandole come francobolli. Poi si passò ai tatutaggi per bambini: quelli da bagnare ed appiccicare sulle braccia. Forse è nata dall'usanza di definire in gergo "francobolli" i quadratini di carta assorbente impregnati d'acido.
kalista
03/03/2010 03:07:24
ciao a tutti, purtroppo questa leggenda metropolinata ha influenzato in maniera negativissima la mia infanzia. alle elementari (anni 80) ci fu il boomm di questa leggenda nella mia città e  mia madre è sempre stata una donna facilmente influenzabile e credulona a dicerie e complotti . un giorno tornai a casa con delle figurine nuove che avevo vinto a scuola (siccome giocavamo tutti insieme maschi e femmine , ne avevo anche di quelle di giocatori) mia madre alla vista di una  figurina traslucida diversa dalle altre (era di calcio, non mi ricordo bene se era per le coppe o per i giocatori migliori,le facevano diverse se ricordate ) . comincia a dare in escandescenze,convinta che siano quelle figurine all'lsd di cui aveva sentito parlare . coinvolge genitori ed insegnnti cercando di metterli in avviso del problema . ovviamente le ridono in faccia. la situazione peggiorò perchè cominciò a accusare gli insegnanti di non preoccuparsi affatto della incolumità dei bambini al limite da fare insinuazioni pesanti ed insulti verso la mia maestra. quando veniva a prendermi guardava con sospetto tutti i ragazzi che vedeva fuori da scuola e che per lei erano potenziali spacciatori di figurine. per me la situazione divenne insostenibile:ero presa in giro da tutti gli altri bambini e anche la maestra, seccata dalle continue lamentele  mia madre che non mollava l'argomento, per mettere fine a tutto disse in classe davanti a tutti che mia madre era una isterica e visionaria.
alla fine i miei mi cambiarono scuola in favore di una scuola privata gestita da suore in cui "sarei stata protetta e controllata bene"(a loro giudizio la cosa più importante era che qualcuno mi controllasse di continuo , perchè chissà quali cose orribili potevano succedere ).
alberto
30/06/2010 17:46:53
Me la ricordo avevo 11 anni
garugaman
20/10/2010 06:39:18
Nel mio paese mi hanno detto che 3/4 anni fa in un paese vicino, i carabinieri, avevano trovato uno zaino abbandonato vicino una scuola con delle vecchie figurine. Uno dei carabinieri ne prese una in mano e dopo qualche minuto si senti male, il compagno chiamo subito l'ambulanza, arrivato al pronto soccorso il dottore di turno lo osservo e disse al compagno del carabiniere che aveva i sintomi che si presentano dal assunzione dell' LSD, il carabiniere allora si ricordo della leggenda dei francobolli e chiamo subito la centrale. il capitano parlando con un agente dell' anti-droga venne a conoscenza che negli anni ottanta giravano alcune figurine impresse di LSD che venivano usate per distribuire L'LSD, ci fu un caso similare a questo, sempre in campagna, dove delle figurine vennero ritrovate dai bambini in uno zaino vicino alla scuola, i bambini finirono ufficialmente all'ospedale per intossicazione alimentare, causa <<uso di prodotti avariati nella mensa scolastica>>, per non trasmettere il panico. Non so se sia vera o falsa, pero del carabiniere all'ospedale me ne ricordo anch'io, all'inizio si diceva che fosse stato addirittura sparato, poi fu detto che ebbe un malore sul lavoro.
Giò
06/11/2010 16:27:05
anche alla porta del bar del mio paese vicino Roma era stato affisso un avviso del genere. Parliamo di un paese di circa 200 anime che a momenti crede ancora alla befana...
Mike J. Lardelly
04/02/2011 11:25:36
Io ricordo bene di questa leggenda. Quando frequentavo le elementari (erano gli anni '90) ero terrorizzato dall'idea che qualcuno volesse drogarmi!
Avevo sentito anche una variante di questa leggenda, secondo cui le caramelle venivano intinte nella cocaina (che sembra tanto zucchero a velo) e poi date da mangiare ai bambini. Inutile dire che mangiavo solo le caramelle che mi dava mia nonna, che gestiva il bar dell'oratorio. Forse è anche grazie a questa paura che da piccolo non ho mai sofferto di carie!

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